Attività infermieristica ambulatoriale e domiciliare

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ATTIVITA’  INFERMIERISTICA AMBULATORIALE E DOMICILIARE

SOMMINISTRAZIONE FARMACI PER VIA INTRAMUSCOLARE, SOTTOCUTANEA, ENDOVENOSA *
Il Profilo Professionale, recepito con il decreto del ministero della sanità n.739, specifica che compete all’infermiere la “Corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche”. È indispensabile nella somministrazione di un farmaco:
 Conoscere il paziente;
 Conoscere i farmaci e i loro effetti;
 Conoscere le tecniche di somministrazione;
 Conoscere le proprie responsabilità;
 Attuare correttamente le tecniche;
 Essere costantemente aggiornati.
Le principali vie di somministrazione dei farmaci utilizzate dall’infermiere sono:
 Intradermica: è l’introduzione nel derma, principalmente a scopo diagnostico, di antibiotici per verificare la presenza di allergie, di tubercolina, per valutare l’avvenuta produzione di anticorpi contro il bacillo di Kock, e di vaccini, per fornire un’immunità attiva nei confronti di diversi microrganismi.
 Sottocutanea: è l’introduzione di un farmaco nei tessuti sottocutanei. I farmaci più comuni somministrati attraverso questa via sono insulina ed eparina.
 Intramuscolare: consiste nell’introduzione di un farmaco nel tessuto muscolare. Le sedi di iniezione maggiormente utilizzate sono: la regione dorsogluteale, ventrogluteale e del quadricipite femorale
 Endovenosa: consiste nell’introduzione del farmaco direttamente in circolo.

ESECUZIONE ELETTROCARDIOGRAMMA *
L’elettrocardiogramma è la registrazione dell’attività elettrica del cuore, che si verifica nel ciclo cardiaco, attraverso rilevatori applicati sulla cute in determinati punti del torace e degli arti. L’attività elettrica del cuore consiste nella generazione di impulsi, che si propagano attraverso la parete degli atri e dei ventricoli e ne provocano la contrazione ritmica. Questa attività genera potenziali elettrici che sono captati dagli elettrodi, la combinazione di segnali così ottenuti determina un diagramma, definito “tracciato”, su monitor o su carta. L’ ECG è un indagine strumentale non invasiva ma che può dare numerose informazioni sull’attività cardiaca. Esso consente l’identificazione di alterazioni della frequenza, del ritmo, di disturbi di conduzione dell’impulso elettrico, di ipertrofie ventricolari, di squilibri elettrolitici, di ischemia miocardica, di infarto miocardico, di pericardite, la valutazione degli stimoli del pace-maker.

APPLICAZIONE HOLTER ECG O HOLTER CARDIACO *
L’Holter cardiaco o elettrocardiogramma dinamico completo secondo Holter è un test non invasivo e indolore che permette di registrare 24 ore su 24 l’attività elettrica del cuore.
A che cosa serve l’holter cardiaco?
L’Holter cardiaco è uno strumento importante nello studio di tutte le aritmie e di sintomi quali il cardiopalmo, le vertigini, le perdite di coscienza. Talora è utile anche nelle condizioni di un difettoso apporto di sangue al cuore (ischemia) o di dolore toracico di natura da definire.
Come si svolge l’holter cardiaco?
L’holter cardiaco si effettua attraverso un apparecchio che registra per almeno 24 ore l’attività elettrica del cuore. Il paziente deve recarsi presso il nostro centro, dove gli vengono applicati sul torace alcuni elettrodi collegati all’apparecchio portatile (un piccolo registratore a batteria), che il paziente indosserà per il periodo prefissato dal medico, di giorno e di notte, così da registrare in modo continuativo, e durante l’espletamento delle normali attività quotidiane, il suo elettrocardiogramma.
Al termine il paziente deve recarsi nuovamente in struttura per rimuovere gli elettrodi e consegnare l’apparecchio contenente i suoi dati che il medico analizzerà per determinare una diagnosi e studiare eventuali patologie cardiache.
Durante la registrazione dell’holter cardiaco il paziente deve eseguire la sua attività quotidiana senza limitazioni, ponendo solo cura al fatto che le piastrine non si stacchino dalla pelle per movimenti eccessivi.

APPLICAZIONE HOLTER PRESSORIO O HOLTER ABPM *

Il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa delle 24 ore detto anche Holter Pressorio o ABPM (Ambulatory Blood Pressure Monitoring) è un test non invasivo che consente di registrare la pressione arteriosa continuativamente per 24 ore.
È un piccolo apparecchio delle dimensioni poco più grandi di un Cellulare (Registratore) che si porta legato ad una cintura in vita a cui si collega con un filo un bracciale che viene avvolto attorno al braccio del soggetto. Il Registratore memorizza tutte le misurazioni della Pressione Arteriosa che generalmente si effettuano ogni 15 minuti di giorno ed ogni 30 minuti di notte, o secondo disposizione medica.
L’Holter pressorio è indicato nelle seguenti situazioni:
-Per diagnosticare se vi è ipertensione arteriosa e di che grado si tratta;
-Prima di iniziare una terapia farmacologia;
-Per verificare se la terapia che si sta assumendo sia congrua e se il paziente sia in fase di compenso con il trattamento farmacologico;;
-Nei pazienti che hanno una ipertensione arteriosa instabile (in cui cioè i valori della pressione arteriosa variano molto da un momento all’altro)
-Per controllare quei soggetti che, pur avendo la pressione arteriosa normale, durante il giorno accusano sintomi che possano far pensare ad improvvisi aumenti o diminuzioni della pressione (vertigini, sbandamenti, vampate, sudore freddo, senso di svenimento, “testa vuota”, sanguinamento dal naso ecc.)
Come si esegue?
Dopo aver inserito gli opportuni parametri, si procederà con l’applicare l’holter, ovvero verrà collegato il registratore e il bracciale sul paziente. Per una installazione ottimale dell’holter pressorio è consigliabile vestirsi con indumenti non aderenti, che permettano di far passare il tubicino che collega il registratore al bracciale.
Il paziente indosserà l’apparecchio per 24 ore, svolgendo le usuali attività quotidiane (evitando sport e lavori pesanti). Trascorse le 24 ore, il paziente tornerà presso il nostro centro dove sarà scollegato il registratore e verranno scaricati e memorizzati i dati su un computer. Successivamente si procederà alla refertazione medica.

ESECUZIONE PRELIEVO VENOSO PER ESAMI DI LABORATORIO
Si effettuano prelievi venosi per esami di laboratorio, analizzati dal laboratorio di analisi cliniche convenzionato con il nostro centro , con refertazione rapida e possibilità di ritiro in struttura o inviabile tramite posta elettronica.

CATETERISMO VESCICALE *
Il posizionamento del catetere vescicale è una tecnica di competenza infermieristica, che deve essere eseguita in seguito a prescrizione medica e deve essere limitato ai casi in cui ogni altra alternativa non sia praticabile. Consiste nell’inserimento in vescica, attraverso l’uretra, di un tubicino in lattice o silicone, per favorire la fuoriuscita dell’urina all’esterno. Può essere utilizzato a scopo diagnostico, terapeutico o evacuativo. In linea generale il cateterismo vescicale va utilizzato in caso di:
 ostruzione delle vie urinarie e ritenzione urinaria;
 disfunzione neurologica permanente della vescica;
 intervento chirurgico che richieda la vescica vuota;
 trattamento delle neoplasie vescicali;
 esecuzione dei test di funzionalità vescicale;
 incontinenza urinaria.
Il diametro del catetere può variare ma in linea di massima si deve scegliere il catetere con il diametro di minore calibro possibile che sia in grado di garantire il drenaggio senza traumatizzare i tessuti. I cateteri possono essere a una, 2 o 3 vie. In genere quando il catetere deve essere tenuto solo pochi giorni si utilizza quello a una via, perché serve solo a far uscire l’urina. Quelli a 2 e a 3 vie sono usati quando il catetere va tenuto per più giorni e quando è necessario somministrare farmaci attraverso il catetere stesso (una via fa defluire l’urina e l’altra consente di somministrare farmaci o di fare lavaggi del catetere e vescicali).
L’inserimento avviene con tecnica e presidi sterili. Il catetere viene inserito dopo aver disinfettato adeguatamente i genitali e dopo aver lubrificato il catetere stesso. Una volta inserito il catetere, è importante detergere regolarmente i genitali, anche più volte al giorno, con acqua e sapone (a pH 4,5). Inoltre va ricordato che prima e dopo ogni pratica che preveda la manipolazione del catetere occorre lavare le mani con acqua e sapone oppure frizionarle con soluzione idroalcolica.

ESECUZIONE MEDICAZIONI SEMPLICI *
Tra le attività specifiche dell’infermiere rientra l’esecuzione di medicazioni sia semplici che complesse. La condizione che richiede una medicazione è la ferita ovvero una soluzione di continuo della cute e/o dei tessuti sottostanti determinata da una forza esterna che supera la resistenza dei tessuti stessi. Una medicazione è definita semplice quando ha uno scopo essenzialmente protettivo e si esegue su ferite non complicate da infezione e che non presentano perdita di sostanza. Il tipico esempio di ferita che richiede una medicazione semplice è la ferita chirurgica, ovviamente quando non complicata dalla presenza di drenaggi o da situazioni patologiche come l’infezione.

ESECUZIONE MEDICAZIONE COMPLESSE *
Per medicazione avanzata si intende un materiale di copertura che abbia caratteristiche di biocompatibilità: processo che si identifica nell’interazione del materiale con un tessuto favorendo una risposta specifica. A differenza delle medicazioni tradizionali, le medicazioni avanzate devono quindi interagire con la lesione al fine di accelerare i processi di riparazione e di rigenerazione tessutale. A questo proposito la medicazione deve rispondere ad una serie di requisiti: mantenere l’ambiente umido, permettere lo scambio gassoso, garantire l’isolamento termico, essere impermeabile ai microrganismi, non contenere particelle contaminanti, non aderire alla ferita, essere comoda e non dolorosa, avere alta assorbenza, garantire una protezione meccanica, conformarsi alle superfici irregolari, avere intervalli di cambio sufficientemente lunghi. Le principali categorie di queste medicazioni avanzate sono: gli idrocolloidi, gli alginati, le idrofibre e gli idrogeli.

Quali sono i tipi di lesione che richiedono una medicazione complessa?
Le lesioni da pressione: sono aree di danno tessutale della cute e/o dei tessuti sottostanti
causate principalmente da pressione, stiramento o frizione.
Il trattamento ottimale delle lesioni da pressione si sviluppa principalmente in 3 aree:
 rimozione della causa (pressione) attraverso il riposizionamento del paziente e l’utilizzo di superfici/ausili antidecubito;
 trattamento topico attraverso la medicazione della lesione;
 trattamento delle comorbilità che possono interferire con il normale processo di guarigione quali ad esempio malnutrizione, infezione ecc.
Le lesioni vascolari degli arti inferiori: vengono definite come quelle ferite cutanee ad eziologia vascolare venosa, arteriosa e/o mista, che si localizzano al di sotto del ginocchio fino al piede e che si manifestano con durata uguale o superiore alle otto/dieci settimane. Le ulcere croniche alle gambe rappresentano una patologia molto frequente nel mondo occidentale, che colpisce principalmente gli anziani. Il trattamento ottimale delle lesioni vascolari venose è rappresentato in prima istanza dal bendaggio elastocompressivo associato ad un approccio ottimale al trattamento topico della ferita.
Le lesioni da piede diabetico: si instaurano quando la neuropatia diabetica o l’arteriopatia degli arti inferiori compromettono la funzione o la struttura del piede. I due quadri, definiti anche come piede neuropatico o piede ischemico, sono profondamente diversi tra loro: tuttavia nella gran parte dei soggetti, soprattutto di età avanzata, coesistono entrambe dando luogo al cosiddetto piede neuroischemico. Il trattamento ottimale delle lesioni da piede diabetico si esplica attraverso:
– la cura locale della lesione mediante medicazione;
– il trattamento di eventuali infezioni;
– lo scarico della lesione ulcerativa (cioè evitare che questa sia gravata dal peso del corpo durante la deambulazione);
– l’eventuale rivascolarizzazione.

*prestazioni eseguibili anche a domicilio