Mappatura dei nei: in cosa consiste? Perché è così importante?

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La mappatura dei nei è una delle pratiche più diffuse in dermatologia e uno degli strumenti più efficaci nella diagnosi di melanoma, tumore maligno dell’ epidermide che può insorgere sulla cute sana o su un neo preesistente, trasformatosi in senso neoplastico.
Si tratta dunque di un esame diagnostico preventivo, indolore ed innocuo, che consente di controllare le lesioni pigmentate presenti sulla pelle del paziente. Interessa l’intera superficie cutanea ed è rivolta alla ricerca di neoformazioni neviche e al monitoraggio, nel tempo, di eventuali nei sospetti, che mostrano caratteristiche atipiche.

Un primo step prevede un’ analisi visiva ad occhio nudo della superficie cutanea e dei nei presenti, individuando quelli che possono essere considerati sospetti, valutandoli in base ai seguenti criteri clinici (ABCDE):
A come Asimmetria, della forma;
B come Bordi, irregolari o frastagliati;
C come Colore, cangiante;
D come Dimensione, aumentata;
E come Evoluzione, progressiva in un breve lasso di tempo, per forma, dimensioni o colore.

Un secondo step consiste nell’ approfondimento di quei nei considerati a rischio, tramite una metodica non invasiva e indolore, praticando l’esame dermatoscopico manuale o servendosi della videodermatoscopia digitale.
Per cui, tramite un controllo periodico dei nei, lo specialista ha l’opportunità di fotografare ed archiviare le foto di nei sospetti, per poterle poi confrontare, in periodi successivi, e valutarne il cambiamento ed eventuali segni di alterazione.

Con quale frequenza va effettuata?
La frequenza con cui sottoporsi alla mappatura nevica, dipende dalla valutazione dello specialista, il quale tiene in considerazione vari fattori.
In linea generale, se non sussistono situazioni particolari, è sufficiente che il soggetto si sottoponga a una visita dermatologica ogni 2-3 anni.
Nel caso in cui si fossero riscontrati nei “a rischio”, invece, è consigliabile un controllo annuale, attraverso dermatoscopia manuale o videodermatoscopia digitale.

Fondamentale risulta anche l’autoesame, che ogni paziente dovrebbe fare basandosi sulla regola dell’ ABCDE che non ha lo scopo di farsi da soli la diagnosi ma di tenere sotto controllo nel tempo i propri nei per osservare se si verificano delle modificazioni in modo da sottoporle prontamente all’attenzione del proprio dermatologo.