Questione di DNA: la miglior medicina è un’alimentazione sana

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Di Roberta Zupo, biologa nutrizionista

 

La tendenza ad ingrassare facilmente? “Colpa” della genetica. Dal semplice sovrappeso all’obesità vera e propria, dal diabete alle malattie cardiovascolari derivanti, tutto può essere ricondotto ad un’unica radice: la tendenza – utile nei tempi passati, pericolosa oggi – ad accumulare grasso per far fronte a periodi di “magra”.

Il nostro stile di vita si è modificato troppo rapidamente perché il DNA potesse modificarsi, adattandosi alle abitudini della contemporaneità: siamo diventati più sedentari rispetto ai nostri antenati, sono cambiati i tempi di fruizione del cibo e, soprattutto, è cambiata la composizione della nostra dieta: alcol, grassi idrogenati e carboidrati più raffinati incidono negativamente sulla nostra forma fisica, ripercuotendosi sulla salute. Ecco perché patologie poco frequenti, o addirittura sconosciute, sino a pochi decenni fa, oggi sono all’ordine del giorno.

Seguire alcune buone prassi a tavola ci aiuterà a combatterle:

  1. Limitare l’assunzione di zuccheri, il cui eccesso causa malattie quali diabete, obesità, iperinsulinemia (resistenza all’insulina), ipertensione, patologie cardiovascolari, acne, squilibri ormonali nella donna (es. PCOS – sindrome dell’ovaio policistico) e alcune forme tumorali
  2. Prediligere cibi che non subiscano lavorazioni industriali, come legumi e verdure. La trasformazione della materia prima comporta una perdita di oligoelementi e vitamine essenziali per il nostro organismo.
  3. Diminuire l’assunzione di cibi salati: ipertensione, calcolosi renale, osteoporosi, asma e addirittura insonnia sono causati da un eccesso della quantità di sodio rispetto a quella di potassio.
  4. Incrementare l’assunzione di grassi sani (omega-3 e omega-6), contenuti in alimenti come pesce, frutta secca e semi oleosi a discapito di quelli saturi contenuti in uova, carne e latte.
  5. Preferire carboidrati (pasta, pane, riso etc) integrali: rispetto agli omologhi raffinati sono più ricchi in sostanze come le fibre, determinanti per una buona funzionalità dell’intestino e, dunque, per evitare stipsi e disturbi correlati.