L’infertilità di coppia si affronta… in tre!

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Il Centro medico Medialife ha ampliato la gamma delle prestazioni specialistiche a disposizione dei suoi pazienti con un ambulatorio per la diagnosi e terapia dell’Infertilità di coppia diretto dal dott. Roberto Liguori.

Da anni si registra, infatti, la tendenza da parte delle coppie a posticipare la gravidanza; secondo il Ministero della Salute, attualmente l’età media della madre al primo parto è di circa 32 anni. Ciò ha una conseguenza pratica, confermata dalle evidenze numeriche: una coppia su cinque ha difficoltà a procreare.

Oltre all’età della donna (il potenziale riproduttivo femminile tende a diminuire intorno ai 35 anni), vi sono altri elementi da tenere in considerazione per valutare ciascun caso: eventuali malattie di cui si soffre o si è sofferto, uno stile di vita scorretto (eccesso di alcol e fumo), fattori ambientali come l’inquinamento atmosferico. Dopo circa un anno di rapporti sessuali mirati e non protetti se il concepimento non è ancora avvenuto, è consigliato rivolgersi ad un ginecologo specialista in problematiche riproduttive.

Per questo abbiamo creato nel Poliambulatorio di Via De Ruggiero, 9 a Bari un apposito ambulatorio con specialisti di alto profilo ed esperienza, che si occuperanno di esaminare lo stato di salute e stile di vita individuale e di coppia, per inquadrare il problema dalla giusta prospettiva, formulare una diagnosi e predisporre l’opportuno piano terapeutico.

Non necessariamente la diagnosi punterà sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita: in molti casi la causa dell’infertilità è, infatti, risolvibile con terapia medica o chirurgica mini invasiva. In ogni caso, il fattore tempo è determinante: la tempestività permette maggiori probabilità di successo e non aggrava lo stress a carico degli aspiranti genitori, già provati da eventuali pregressi fallimenti.

Il percorso di cura prevede alcuni step: l’anamnesi iniziale, da eseguire in presenza di entrambi i partner. In prima battuta lo specialista consiglierà al partner maschile di eseguire un esame del liquido seminale, secondo corretti criteri standard; il mancato concepimento dipende, infatti, nel 40% dei casi dall’uomo.

In un secondo momento, invece, sarà la paziente ad essere sottoposta ad esami mirati: un esame obiettivo ginecologico e un’ecografia pelvica. Passi successivi saranno lo studio della pervietà tubarica e della cavità uterina tramite indagini strumentali a basso grado di invasività (sonoisterosalpingografia e isteroscopia) e il monitoraggio ecografico  della ovulazione, necessario solo in donne con ritmo mestruale anomalo, atteso che cicli regolari depongono nel 95% dei casi per ovulazione presente.

La sintesi diagnostica, nella maggior parte dei casi, consentirà di indirizzare verso idonei provvedimenti terapeutici con l’obiettivo di prendere in esame il ricorso alle tecniche di PMA come ultimo step fatto salvo i casi d’età della donna > 38 anni o di infertilità datata da lungo tempo > 5 anni.

In ogni caso il medico curerà sia l’approccio prettamente specialistico che quello psicologico, altrettanto fondamentale, collaborando con la coppia nel percorso verso la tanto desiderata gravidanza.